Sicurezza in pista

Capitolo 1 - Specchietti

Con queste poche righe vorrei inaugurare una nuova rubrica relativa alla sicurezza in pista durante i trackday. All’inizio di ogni giornata, spetta a me “l’ingrato compito” di mettere tutti sull’attenti, di fare accendere la lampadina nei piloti : attenzione “motorsport is dangerous” !! Puntualmente mi accorgo di dimenticare qualche cosa o di non dare troppo peso a delle regole di buon senso fondamentali. Ho deciso quindi di approfondire vari aspetti che ritengo importanti. Di cosa parliamo oggi ? Degli specchietti retrovisori.

Durante un trackday lo specchietto retrovisore può fare la differenza per chi guida e per il pilota più veloce che ci sta raggiungendo. Come faccio a dire che è più veloce ? Sembrerà banale ma se improvvisamente si materializza una vettura nello specchietto, molto probabilmente, ci sta raggiungendo. Guardando lo specchietto retrovisore una volta al giro, non posso avere piena consapevolezza di quello che sta accadendo in pista ! 

Il più delle volte rallenterò chi mi vuole superare, nel peggiore dei casi non mi renderò conto di chiudere la porta in ingresso curva a chi, prestando poca attenzione, ha deciso di tirarmi una staccata da campionato del mondo di trackdays. Le conseguenze possono non essere piacevoli. 

Il mio consiglio: prima di una staccata, in entrata e uscita curva, a metà rettilineo, buttate un occhio sugli specchietti ! 

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Capitolo 2 - Primo giro, primo regalo

Sembra incredibile, lo so. Durante i trackdays per fortuna raramente, ma succede. Una volta è già di troppo. 

Ore 08.45 briefing, ore 09.00 pista aperta, ore 09.05 pista chiusa. L’asfalto ha assorbito l’umidità della notte e non è stato ancora scaldato dal sole, gli pneumatici sono freddi. Percorriamo con prudenza le prime 4 o 5 curve, sembra tutto ok, aumentiamo un po’ l’andatura e….ciao. Umidità, gomme fredde, riflessi del pilota ancora da risvegliare, se va bene è ghiaia, se va male è guard rail. Bandiera rossa, tutti fuori, pista chiusa, giornata rovinata per il pilota. 

Un’uscita ci può stare, ma assolutamente non al primo giro. Neppure al secondo o al terzo. Prima di entrare in pista riduciamo la pressione pneumatici di 0.2 – 0.3 bar rispetto alla pressione usata su strada. I primi 2 giri sono di ricognizione e riscaldamento ad andatura ridotta ! Riscaldamento olio motore, olio cambio, freni, riscaldamento pneumatici che ci tengono in contatto con l’asfalto, ma non dimentichiamolo, sono fondamentali per riscaldare noi stessi. Dobbiamo riabituarci alla velocità e a risolvere problemi importanti in tempi brevissimi. Allacciate il casco, ma prima ancora il cervello. 

Assolutamente vietato uscire di pista al primo giro. Punto. 

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Capitolo 3 - Il sorpasso

Inghilterra, la patria del “trackdaysmo” moderno. Tanti anni fa, dopo aver trascorso una settimana guidando nei bellissimi autodromi Inglesi, è nata l’idea di creare Track4fun.com. Gli organizzatori Inglesi sono molto attenti alla sicurezza e i piloti si controllano a vicenda facendo rapporto in caso di scorrettezze. Le regole più comuni: 1) posso superare solo dopo aver ricevuto il consenso dal pilota che mi precede con l’uso della freccia 2) posso superare solo a sinistra 3) in alcuni trackdays è vietato il sorpasso in curva. In Inghilterra chi non segue queste regole ha un solo avvertimento, poi giornata finita. Tre regole per mettere la parola fine ad ogni incomprensione in fase di sorpasso. Le introdurremo in Italia ? Non credo. Mi piacerebbe che i nostri piloti andassero oltre i divieti e facessero un passo avanti. Se nello specchietto retrovisore vediamo arrivare una vettura più veloce, mettiamo la freccia e prepariamoci ad essere superati. Posso superare una vettura più lenta che non ha messo la freccia ? Si, cercando di evitare sorpassi in ingresso curva o in zone con poca visibilità e mantenendo una distanza di sicurezza adeguata. Non si tratta di regole obbligatorie ma di buon senso, correttezza ed educazione. Dividiamo la pista con piloti più veloci di noi, cerchiamo di non ostacolarli. Dividiamo la pista con piloti più lenti di noi, cerchiamo di non creare situazioni pericolose e di dare il buon esempio. Prossima puntata: problemi meccanici in pista. 

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Capitolo 4 - La Battaglia

La cosa più divertente durante una giornata in pista ? La Battaglia.

E’ già passato qualche anno dal primo trackday e abbiamo imparato a conoscere le nostre capacità e la nostra auto. Sappiamo fino a dove possiamo spingerci. Iniziamo a divertirci in sicurezza ed è quasi tutto sotto controllo. In pista ci sono poche auto, poco traffico e all’improvviso nello specchietto compare lui, il nostro compagno di merende e di tanti trackday. Lo stavamo aspettando ed è arrivato, ci affianchiamo, un cenno con la mano, lo facciamo passare e ci mettiamo dietro. E’ questa la parte più bella di ogni trackday ! Qualche giro alla morte “sfidando” un nostro amico o un pilota più bravo di noi. Sappiamo che di lui ci possiamo fidare, che non farà mosse strane e che non ci metterà in situazioni pericolose. La cosa deve essere reciproca. Sappiamo che se vogliamo guadagnare qualche metro dobbiamo impegnarci al massimo. Vogliamo fargli vedere che siamo più veloci, che con il nuovo scarico e il nuovo assetto possiamo giocarcela. Non si tratta di una gara a chi fa la staccata della morte a ruote fumanti o il sorpasso più azzardato, ma solo di danzare insieme fra le curve, cordoli, chicane e rettilinei. Brevi attimi di un trackday che difficilmente dimenticheremo.

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Capitolo 5 - Problemi al motore

Dopo notti insonni con la testa nel cofano alla ricerca dell’ultimo cavallo, tutto funziona alla perfezione e siamo pronti per il prossimo trackday ! Senti come sale di giri, senti che potenza….ma, cos’è questo rumoraccio di ferraglia, ma porca, vabbè finiamo il giro di pista e rientriamo ai box. Fuma anche un po’ … no, adesso va meglio, forse me lo sono immaginato. La spia della pressione olio però mi sembrava accesa. Dai torniamo a box. Facciamo mezzo giro e il motore si spegne completamente. Fermo, in mezzo alla pista. Dietro di noi ? Una striscia di nuovissimo 5W30 lunga 200 metri. Attacchiamo un bel post-it sul cruscotto: alla prima incertezza del motore, è più sicuro fermarsi a bordo pista e aspettare i soccorsi, piuttosto che cercare di rientrare ai box a tutti i costi. Il rischio è che il motore perda olio, inondando la pista rendendola inagibile e pericolosissima per le altre auto. I commissari possono impiegare anche 60 minuti per rimettere la pista in condizioni di sicurezza. Trackday rovinato per tutti, nella speranza che nessuna vettura scivoli sull’olio che abbiamo perso. Prima di entrare in pista, allacciate il casco, accendete le luci ma prima ancora il cervello ! 

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Capitolo 6 - I freni

A tutti è capitato, su qualsiasi auto e in qualsiasi pista. Dopo qualche giro il rumore ad ogni frenata si fa più intenso e la corsa del pedale si allunga. L’unica soluzione al problema è dare un po’ di tregua al nostro amato impianto frenante e rallentare per far scendere le temperature. Come possiamo prevenire il problema ? Dipende dal tipo di auto. In quelle più leggere a volte basta usare delle pastiglie più racing e cambiare il liquido freni usando un buon DOT5. In quelle più pesanti e potenti a volte sarebbe meglio cambiare anche i dischi e i tubi. La cosa fondamentale, ma spesso trascurata, è una buona manutenzione all’impianto. Prima di ogni trackday verifichiamo lo stato di usura delle pastiglie, lo spessore dei dischi e che non presentino crepe fra i fori di raffreddamento. Qualsiasi piccola perdita di liquido andrebbe investigata a fondo ed eliminata. Molto importante è sostituire il liquido freni ogni anno dopo l’inverno: potrebbe assorbire umidità. E in pista ? Facciamo scaldare bene l’impianto frenante con un giro di ricognizione ad andatura normale. Dopo 6 o 7 giri al massimo (ma dipende dall’autodromo e dal tipo di auto) l’impianto sarà sicuramente molto affaticato e vi consiglio di fare un bel giro di raffreddamento. Ricordatevi almeno 100 metri prima delle staccate più importanti di dare un leggerissimo colpetto sul pedale del freno per richiamarlo all’appello e rimettere in pressione l’impianto. Se gli spazi di arresto e la corsa del pedale fossero sempre più lunghi, è pericoloso insistere, tornate subito ai box. E’ fondamentale alla fine di ogni sessione, fare un giro di raffreddameno: ho visto troppe auto rientrare ai box con gli impianti ancora roventi e fumanti. Ultimo, non parcheggiate con il freno a mano inserito. Ricordate, NON risparmiate mai sui costi e sulla manutenzione dell’impianto frenante: sono l’unica cosa che ci tiene lontani dai guai !

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Capitolo 7 - Quattro frecce

Posso usare le quattro frecce durante il giro di raffreddamento ?
Si – NO – FORSE ?

La risposta giusta è NO ! Durante un trackday è consigliato usarle solo in due casi:

• i commissari hanno appena dato bandiere rosse.
Con le quattro frecce segnalo agli altri piloti di non superarmi e che la sessione in pista sta terminando.

• la nostra vettura ha un problema serio e potenzialmente pericoloso per gli altri piloti.

 

Durante il giro di raffreddamento cosa è più corretto usare ? 

Una singola freccia dal lato pista. Ricordiamo a tutti che il giro di raffreddamento si effettua rigorosamente fuori dalle traiettorie, per dare meno fastidio agli altri piloti.

 

Alla prossima !

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